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NATALE 2021

Lettera del Direttore al personale di Casa Rachele

Cari Colleghi,

l’arrivo del Santo Natale, come ci ricorda il bellissimo e gigantesco Calendario che adorna la struttura, è imminente. Infatti rimangono da aprire solo poche caselle, segno che l’attesa è quasi terminata.

Il Calendario dell’Avvento mi ha da sempre affascinato ed entusiasmato: la curiosità di scoprire cosa si cela dietro ciascuna finestrella e il count-down al giorno di Natale hanno caratterizzato tutti i miei Dicembre.

Tuttavia, pur essendomi sempre interrogato sull’origine di questo simbolo natalizio, non conoscevo esattamente la sua storia. Così, quest’anno, in occasione dell’inaugurazione del nostro Calendario, ho deciso di fare qualche ricerca.

Il primo Calendario dell’Avvento compare in Germania, nel 1908, dall’idea di un editore di fede protestante, Gerhard Lang, originario di Maulbronn. Gerhard Lang prese a sua volta ispirazione da una tradizione allora molto diffusa, praticata anche nella sua famiglia: in attesa del Natale, si preparavano 24 piccoli pacchetti, da scartare uno al giorno, dal primo Dicembre fino al giorno della nascita di Gesù. Lang aggiunse il suo tocco a questa usanza: preparò dapprima un calendario con un disegno per ogni giorno e l’anno seguente introdusse il dettaglio delle finestrelle, dal cui interno spuntavano angeli o piccoli Gesù Bambino da ritagliare o assemblare. Successivamente, con l’avvento dell’industria dolciaria, arrivarono le caramelle e i cioccolatini. Il resto è storia.

Fino ad arrivare alla nostra bellissima Casa Rachele, addobbata a Calendario dell’Avvento.

Avvento deriva etimologicamente dalla parola latina adventus, participio passato del verbo advenire, arrivare. Per noi cristiani indica la venuta di qualcosa di grande, qualcosa da attendere con trepidante gioia e fede profonda. Il tempo che precede il Natale è, infatti, un tempo di attesa. Ma tale attesa, lungi dall’essere un atteggiamento passivo, è un movimento attivo, da vivere con impegno e perseveranza. E questo, noi che quotidianamente operiamo qui a Casa Rachele, lo sappiamo bene.

Attendere è la capacità di reggere il tempo, e superarne insidie e difficoltà. Da quanti mesi ormai stiamo aspettando di tornare alla normalità, alla vita prima del Covid? Purtroppo tanti, sicuramente troppi! Eppure noi a Casa Rachele non ci siamo mai dati per vinti, abbiamo continuato a combattere giorno dopo giorno contro questo maledetto virus, con fiducia e perseveranza. Abbiamo messo in campo tutte le nostre competenze professionali e le nostre qualità umane per proteggere i nostri Cari Ospiti, e continuare a garantire loro, nonostante le peculiarità di questo momento, un’assistenza di eccellente qualità.

 

L’attesa infatti non è segno di debolezza, ma di forza, di stabilità, di convinzione, di speranza e fede nel futuro. Un futuro che sappia di normalità, illuminato dalla venuta di Nostro Signore.

L’attesa è responsabilità. L’attesa, infatti, non autorizza nessuno ad abbandonarsi al disimpegno. Anzi, proprio perché attendiamo che il Signore venga a visitare le nostre vite, la nostra quotidianità è pervasa da un impegno serio, maturo, generoso e costante.

La responsabilità con cui a Casa Rachele si vive l’attesa è evidente nel nostro operato quotidiano, nello svolgimento dei piccoli e grandi compiti a cui siamo chiamati ogni giorno. Tutti noi, infatti, lavorando con estrema responsabilità, contribuiamo ad un unico grande scopo comune, portando a compimento la filosofia della Casa

“una struttura che, con l’aiuto di tutti, mette l’anziano al primo posto”.

Ognuno di noi lo fa nello svolgimento delle mansioni che gli sono proprie. Ognuno di noi lo fa portando il proprio prezioso contributo.

L’attesa ci chiama inoltre alla gratuità: il donare senza desiderare nulla in cambio. Quanta gratuità vedo ogni giorno camminando per i locali della struttura. La gratuità di un sorriso. La gratuità di un gesto di affetto. La gratuità di una parola di conforto. La gratuità di un sostegno. La gratuità di una competenza professionale, mai svestita di calore e amore.

La stessa gratuità con cui sono qui a porgerVi gli auguri per queste imminenti festività.

Buon Natale e Buon Anno Nuovo a Voi e ai Vostri cari, a nome mio, del Presidente, dei Consiglieri di Amministrazione della Fondazione R. Zitomirski e della Cooperativa Sociale Zivia.

Con i più cordiali saluti
IL DIRETTORE
firma dir
Mauro Vicenzi

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